L’endometriosi interessa circa una donna su dieci in età fertile e, nel Regno Unito, l’intervallo medio fra comparsa dei sintomi e diagnosi resta di diversi anni. Il motivo principale è che la dismenorrea intensa viene ancora considerata normale, tanto dalle pazienti quanto da chi le ascolta.
Che cos’è
Nell’endometriosi tessuto analogo all’endometrio si localizza al di fuori della cavità uterina: sul peritoneo pelvico, sulle ovaie, sui legamenti uterosacrali e, nelle forme profonde, a livello intestinale o vescicale. Questo tessuto risponde alle variazioni ormonali del ciclo e determina infiammazione, aderenze e dolore.
I sintomi
- Dismenorrea intensa, non controllata dai comuni analgesici, che limita le attività quotidiane
- Dolore pelvico cronico, anche al di fuori del periodo mestruale
- Dispareunia, tipicamente profonda
- Dischezia o disuria, in genere accentuate durante le mestruazioni
- Perdite ematiche abbondanti o irregolari
- Astenia marcata
- Difficoltà a concepire
L’intensità del dolore non è proporzionale all’estensione della malattia: una forma minima può risultare molto dolorosa, mentre una forma estesa può decorrere con pochi sintomi.
Come si arriva alla diagnosi
La conferma di alcune forme richiede la laparoscopia, che però non rappresenta più il punto di partenza. Le linee guida britanniche raccomandano di non rinviare il trattamento in attesa di una conferma chirurgica quando il quadro clinico è sufficientemente indicativo.
Il percorso pratico muove da un’anamnesi strutturata sui sintomi e da un’ecografia pelvica transvaginale, che identifica bene gli endometriomi ovarici e può evidenziare segni indiretti di endometriosi profonda, come l’adenomiosi o la ridotta mobilità degli organi pelvici. Un’ecografia negativa non esclude l’endometriosi superficiale: è un punto importante, perché significa che il colloquio clinico pesa quanto l’imaging.
Le opzioni terapeutiche
Il trattamento si costruisce sull’obiettivo prevalente. Per il controllo del dolore si impiegano antinfiammatori e terapie ormonali che riducono o sopprimono il ciclo: contraccettivi combinati, progestinici, dispositivo intrauterino medicato al levonorgestrel. Quando l’obiettivo è la gravidanza l’approccio cambia, poiché le terapie soppressive non sono compatibili con la ricerca di concepimento. Nei casi resistenti o nelle forme profonde si valuta l’indicazione chirurgica presso centri di riferimento.
La valutazione presso AristoGP
La Dott.ssa Anastasia Mermigka, ginecologa e ostetrica consultant, riceve in italiano nel centro di Londra (EC1). La valutazione dura 45 minuti e comprende anamnesi dettagliata del dolore e del ciclo, esame obiettivo ed ecografia pelvica eseguita e refertata nella stessa seduta. Al termine viene consegnato un piano scritto e, quando indicato, la lettera di invio a un centro specialistico per la chirurgia.
Visita con ecografia (A2): 300 sterline. Non è richiesta impegnativa. Le tariffe sono riportate nella pagina servizi e tariffe.
Domande frequenti
Si può diagnosticare senza laparoscopia?
Sì, in molti casi. Il quadro clinico associato ai reperti ecografici è sufficiente per impostare il trattamento; la chirurgia è riservata ai casi che la richiedono.
L’endometriosi causa infertilità?
Può ridurre la fertilità, ma molte pazienti con endometriosi concepiscono spontaneamente. In caso di ricerca di gravidanza è importante segnalarlo fin dal primo colloquio, perché cambia la strategia terapeutica.
La gravidanza guarisce l’endometriosi?
No. I sintomi migliorano spesso durante gravidanza e allattamento per la soppressione del ciclo, ma tendono a ripresentarsi in seguito.
La visita si svolge in italiano?
Sì. La Dott.ssa Mermigka riceve in italiano, inglese e greco.

